La 75ª edizione del Festival di Sanremo 2025 è stata molto diverso da quelli che sono venuti prima di lui. Come sempre, nessuno è mai contento, e nonostante le critiche per la brevità o per il vincitore, non si può negare che abbia alterato il panorama musicale italiano, dando spazio al cantautorato che è stato uno dei protagonisti. Il risultato finale vede il giovane genovese Olly in cima alla classifica, mentre alcune voci emergenti non sono riuscite a tradurre in voti il proprio talento.
Il podio
Olly, con il brano “Balorda nostalgia”, ha conquistato il primo posto grazie a una performance intensa e carica di pathos. Il cantautore ha raccolto il 31% dei voti del televoto, superando artisti come Lucio Corsi, che con “Volevo essere un duro” si è piazzato al secondo posto, e Brunori Sas, terzo classificato grazie a “L’albero delle noci”. La sua vittoria rappresenta un segnale forte: un artista che, pur avendo chiuso al 24º posto nella sua prima partecipazione, ha saputo evolversi e conquistare il favore del pubblico con una performance che ha saputo combinare elementi pop con un approccio cantautorale sincero e diretto.
Non tutti i cantautori sono uguali
Tuttavia, il Festival non è stato solo sinonimo di trionfi. Il cantautorato, infatti, ha continuato a essere una componente fondamentale del dibattito artistico della serata, anche se non tutti i nomi che hanno fatto scuola sono riusciti a ottenere il riconoscimento sperato dal pubblico. Un esempio emblematico è quello di Joan Thiele, la cantautrice e producer poliedrica, che pur portando un linguaggio musicale raffinato e influenze R&B e cinematografiche, ha chiuso il concorso con una posizione bassa, classificandosi al ventesimo posto. Questo risultato ha suscitato non poche discussioni: mentre alcuni critici hanno elogiato la sua capacità di sperimentare e di proporre sonorità innovative, altri hanno sottolineato che il Festival, pur apprezzando il cantautorato, premia soprattutto chi riesce a connettersi emotivamente con un pubblico molto vasto. E la domanda sorge spontanea: come sarebbe stato il risultato se fosse stata un uomo?
Niente Eurovision per…
Sul fronte delle decisioni future, una scelta che ha destato particolare scalpore è stata quella di Olly, il vincitore, che ha annunciato di aver deciso di rinunciare all’opportunità di rappresentare l’Italia al Festival di Eurovisione 2025. La decisione, presa con fermezza, è stata spiegata dall’artista come una scelta di concentrazione sulla propria carriera nel mercato italiano, piuttosto che affrontare la sfida internazionale. Questa scelta ha generato dibattiti tra fan e critici: mentre alcuni hanno elogiato la sincerità e l’autonomia decisionale di Olly, altri hanno espresso disappunto per quella che è stata vista come un’occasione mancata di rilancio internazionale. In ogni caso, la rinuncia a Eurovisione rappresenta un segnale forte sullo stato attuale della scena musicale italiana, in cui il valore della carriera artistica indipendente viene messo al di sopra delle opportunità di visibilità forzata a livello europeo.
Le controversie
Non sono mancati, tuttavia, episodi che hanno fatto discutere il pubblico e i media. Tra questi, la trasmissione di un video del Papa Francesco, registrato in occasione del Giorno Mondiale del Bambino, ha sollevato polemiche per la mancata comunicazione preventiva con il Pontefice. Carlo Conti si è dovuto esprimere in conferenza stampa per chiarire che il video è stato autorizzato e che la sua emissione è stata pensata per sottolineare il ruolo della musica come strumento di pace e unità. Questo episodio ha aggiunto un ulteriore livello di complessità al dibattito sul Festival, evidenziando come Sanremo sia capace di intrecciare arte, politica e valori sociali in un mix unico e sempre attuale.
I dati
Sul versante digitale, Sanremo 2025 ha registrato cifre di ascolto impressionanti, con una share media del 65% e milioni di visualizzazioni sui canali streaming. La partecipazione del pubblico, sia in diretta che online, è stata fondamentale per creare un clima di grande coinvolgimento e per dimostrare come il Festival stia sapendo adattarsi ai nuovi mezzi di comunicazione. Le piattaforme digitali hanno offerto l’opportunità di seguire in tempo reale ogni serata, rendendo Sanremo un evento non solo televisivo ma anche interattivo, capace di unire tradizione e modernità in maniera armoniosa.
In sintesi
Il Festival di Sanremo 2025 si è concluso con un bilancio positivo, nonostante le controversie e le scelte audaci che hanno caratterizzato l’edizione. Il successo di Olly, seppur accompagnato dalla sua decisione di rinunciare all’Eurovision, ha dimostrato che il Festival resta un trampolino di lancio per le nuove generazioni, offrendo una piattaforma dove la musica e la poesia del cantautorato possono esprimersi in modo autentico e diretto. Allo stesso tempo, la partecipazione di artisti come Joan Thiele, pur con risultati modesti, ha arricchito la manifestazione di una dimensione sperimentale e innovativa.
In definitiva, Sanremo 2025 ha confermato il suo ruolo di evento imperdibile nella cultura italiana, capace di unire tradizione, innovazione e un coinvolgimento senza precedenti del pubblico. Le decisioni prese sul palco e fuori, come la rinuncia di Olly all’Eurovision e le polemiche legate a episodi particolari, riflettono una scena musicale in evoluzione, in cui l’autenticità artistica e la ricerca di identità personale continuano a essere al centro del dibattito. Il Festival ha saputo offrire spunti di riflessione e momenti di grande emozione, dimostrando che, pur in un panorama sempre più competitivo e diversificato, la canzone italiana conserva la sua capacità di raccontare storie umane e di creare un ponte tra passato e futuro.”